2 giorni
30 persone
10+
No
Un fine settimana che apre porte solitamente socchiuse e racconta storie custodite tra affreschi, scaloni monumentali e giardini scenografici. Questo tour speciale dei Weekend del FAI in Lombardia è un viaggio tra eleganza e memoria: da Palazzo Moroni e la magia di Bergamo Alta alle ville di delizia del varesotto, fino alle atmosfere sospese di Casa Macchi. Due giorni intensi tra arte, architettura e paesaggio, con visite guidate nei Beni del FAI più affascinanti, per chi ama scoprire luoghi autentici e tesori restaurati con cura. Un itinerario che unisce bellezza, cultura e meraviglia passo dopo passo.
Prenota ora il tuo posto e vivi dal vivo questi tesori: i posti sono limitati e i Weekend FAI vanno a ruba.
Raduno dei partecipanti presso l'aeroporto di Alghero/Fertilia alle ore 05.30 per il disbrigo delle operazioni d'imbarco e partenza per Milano alle ore 07.00 con volo di linea ITA AIRWAYS. Arrivo a Milano Linate alle ore 08.00 circa, sistemazione nel bus Gran turismo e partenza per Bergamo. Visita al Palazzo Moroni Un palazzo seicentesco che custodisce non solo raffinati interni affrescati e una preziosa collezione d’arte, ma anche il parco privato più esteso di Bergamo Alta. Affidato al FAI nel 2019 dalla Fondazione Museo di Palazzo Moroni. Dietro la sobria facciata di Palazzo Moroni, si apre una corte d’onore monumentale, con un ninfeo e un giardino pensile all’italiana. Costruito a metà Seicento da Francesco Moroni per affermare l’ascesa sociale della sua famiglia, il palazzo conserva affreschi, dipinti, oggetti d’arte e ambienti preservati con cura dalla famiglia che lo ha costruito e abitato per quasi quattro secoli. Dallo Scalone d’onore si accede agli ambienti di rappresentanza, decorati dal pittore barocco Gian Giacomo Barbelli. Tra questi, la Sala dell’Età dell’Oro, dove si ammirano tre capolavori di Giovan Battista Moroni: sono i ritratti di Gian Gerolamo Grumelli (Il Cavaliere in rosa), di Isotta Brembati e di Donna in nero (Medea Rossi?). Suggestive la Sala dei Giganti, dove le figure sembrano sfondare il soffitto, e la Sala della Gerusalemme liberata, che celebra le virtù della famiglia tra affreschi, arredi storici e consoles con mosaici di epoca romana. Nelle sale ottocentesche, più intime, si respirano atmosfere quotidiane d’altri tempi: dalle tappezzerie di seta ai paesaggi romantici, dalle porcellane francesi agli oggetti orientali. Gli ambienti più curiosi sono senza dubbio il Salottino cinese e la Sala turca, che testimoniano l’interesse – diffuso in Lombardia dalla fine del XVIII secolo – per il Lontano Oriente. Fin dal Seicento, Palazzo Moroni ha una seconda anima: il suo parco. La dimora si affaccia su un complesso di giardini all’italiana; sono giardini formali pensili, articolati in una balconata e in tre terrazzamenti che si sviluppano a ridosso del Colle di Sant’Eufemia. Ma la vera meraviglia è l’ortaglia, annessa alla proprietà tra Sette e Ottocento: quasi due ettari di campagna autentica, un’oasi produttiva e di biodiversità. La mattina si concluderà con la visita di Bergamo alta. La città considerata una delle più interessanti della Lombardia per bellezza e patrimonio artistico, situata al margine della pianura padana. Il cuore della città alta, tuttora circondata dalle poderose mura venete , è la Piazza Vecchia che si congiunge alla Piazza del Duomo ed il Battistero. Di notevole importanza la Cappella Colleoni, il Palazzo della ragione, la Torre del comune. Da non perdere il Duomo ricco di opere del Tiepolo. Sosta per il pranzo libero in corso di escursione. Tempo a disposizione consigliamo la visita ad un altro grandioso bene del FAI. Il mulino Gervasoni. Esistente almeno dal 1550, ha ospitato un maglio, e poi contemporaneamente un torchio per la spremitura delle noci, un mulino per le farine, un forno per il pane e una casera. Dall'attività di questi opifici decine di comunità della Valle Brembana hanno ricavato per secoli i beni della propria sussistenza: farina gialla e bianca, miglio, olio da alimentazione e per l'illuminazione, formaggio e pane. Un vero laboratorio dalla cui attività dipendeva la sopravvivenza di intere famiglie. Quassù arrivavano da tutta la valle per far macinare farine e spremere noci, miste sovente a nocciole. Un sapiente restauro da parte del Fai lo ha riportato ad antico splendore. Nel tardo pomeriggio trasferimento a Varese. Sistemazione in hotel.
Cena e pernottamento.
Prima colazione in hotel.
Incontro con la guida e partenza per la visita alla Villa della porta Bozzolo. Nella tranquilla Valcuvia, a pochi chilometri da Varese e dal Lago Maggiore, sorge nel Cinquecento la dimora di campagna dei Della Porta, ricchi possidenti locali con umili origini e ambizioni di nobiltà. Una residenza dall’anima agricola con rustici, torchio e cantina per produrre vino e una filanda per i bachi da seta. Una tipica “villa di delizia” nel Settecento, rinnovata in occasione delle nozze tra Giovan Angelo III Della Porta e la contessa milanese Isabella Giulini. Oggi si può accedere quindi alla loro dimora estiva: saloni e salottini, gallerie e camere da letto dai vivaci affreschi con illusionistiche architetture dipinte, miti e allegorie, trionfi di fiori colorati perfino sulle porte, piccoli capolavori di stile rococò. Pochi ma preziosi gli arredi originali, come un letto a baldacchino in damasco di seta gialla e gli armadi dello studio, per l’archivio di famiglia; il resto proviene da diverse donazioni al FAI e contribuisce a ricreare l’atmosfera di una nobile dimora settecentesca. L’affaccio dalle finestre è sublime sul monumentale giardino all’italiana: un’originale scenografia di terrazze scolpite in pietra che risalgono la collina fino al grande prato verde del “teatro”, con la peschiera e un ripido sentiero verso il panoramico belvedere. Al termine della visita trasferimento a Villa Panza. Una villa settecentesca che spalanca le finestre su un magnifico giardino all’italiana e ospita una collezione di arte contemporanea americana tra le più conosciute al mondo, oltre a mostre di respiro internazionale. Donata al FAI da Giuseppe e Giovanna Panza di Biumo, nel 1996. Sosta per il pranzo libero nel ristorante o caffetteria della Villa. Il nostro ultimo appuntamento sarà Casa Macchi, appena inaugurato ed entrato a far parte della famiglia dei Beni del Fai. Casa Macchi è un grazioso palazzetto di provincia che sorge all'ombra del campanile della chiesa di un tranquillo paesino a pochi chilometri da Varese, Morazzone. Non vi è nulla di straordinario in questo luogo, né nel giardino, né nell'architettura, né nelle decorazioni o gli arredi, né infine negli oggetti o nella storia dei suoi abitanti. Eppure la prima visita qui soddisfa, perché vi è un indiscutibile fascino nel penetrare in un mondo che fu, conservato fin nei suoi minimi dettagli, congelato nel momento dell'abbandono - che pare quasi furtivo, repentino e inevitabile -, e che ancora odora di vita quotidiana, della caffettiera rimasta sulla stufa o della pipa lasciata sul tavolino tra le poltrone del salotto. Al di là di ragnatele fittissime e polvere di tarli, quel che colpisce a Casa Macchi è la possibilità di cogliere e restituire la vita autentica di una dimora che non fu né cascina né palazzo, né ordinaria né straordinaria, ma tipica, tradizionale, semplice, vicina nelle forme - borghesi, con qualche gradevole vezzo alto-borghese - e vicina nel tempo, tanto da generare curiosità ed empatia nel visitatore, che vi riconoscerà oggetti e consuetudini in un paesaggio domestico che appartiene alla sua stessa tradizione (soprattutto se lombardo), capace di solleticare la memoria e di accendere un qualche interesse antiquario. Nel tardo pomeriggio trasferimento in aeroporto con pullman riservato, espletamento delle operazioni d'imbarco e partenza per Alghero alle ore 21.15 con volo di linea ITA AIRWAYS.
Arrivo ad Alghero alle ore 22.15.
Fine dei ns. servizi.
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