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Duomo
di San Nicola La cattedrale di San Nicola sorge in
un sito in cui le ricerche archeologiche hanno rivelato
preesistenze riferibili ad un edificio di età romana,
le cui strutture murarie vennero quasi certamente riutilizzate
in età alto medievale per realizzarvi l’impianto
di una prima chiesa. Di essa rimangono tracce a livello
archeologico e alcuni frammenti architettonici.La chiesa
romanica costruita successivamente, si presenta a tre
navate, alle quali nella seconda metà del ‘200
venne affiancata la torre campanaria, in stile Romanico
lombardo. Dal 1434 al 1444, la chiesa venne ampliata per
essere aggiornata ai canoni delle delle aule catalane.La
chiesa si presenta
ricca di tutti quegli elementi caratterizzanti le fabbriche
gotiche, quali finestre a monofora e rosoni illuminanti
la spazialità interna, contrafforti dotati di doccioni
scolpiti, colonne e capitelli riccamente decorati. Già
dai primi decenni del Seicento si operarono interventi
volti ad adeguare la chiesa alle nuove esigenze liturgiche
ed al mutamento del gusto. Le cappelle laterali si voltarono
a botte con archi d’accesso a tutto sesto, unitamente
ai bracci del transetto che vennero ulteriormente allungati,
mentre alla cupola si aggiunse un semitiburio. Con la
realizzazione di tutti i numerosi lavori le strutture
portanti, così indebolite, mostrarono segni di
cedimenti, tanto che venne decisa la ricostruzione di
una nuova facciata, demolendo la precedente con l’annessa
prima campata. Dal 1686 iniziarono, per opera dell’architetto
milanese Baldassarre Romero, i primi lavori di consolidamento
e demolizione delle strutture precedenti, sulle quali
si ricostruì un corpo porticato con funzioni di
contrafforte, elevato su podio e dotato di scalinate.
Durante i lavori al Romero successe il milanese Corbellini
che concluse la facciata entro il primo quarto del Settecento
secondo i canoni del Barocco lombardo.
Palazzo
Ducale Venne eretto, per conto del Duca di Vallombrosa,
Don Antonio Manca, su progetto dell’ingegnere piemontese
Carlo Valino, che si avvalse della collaborazione di capimastri
lombardi. La costruzione, iniziata nel 1775, venne conclusa
un anno dopo la morte del committente avvenuta nel 1805,
per cui vi si insediò il nipote Vincenzo, Duca dell’Asinara. Il palazzo con la sua notevole mole,
libera su quattro lati, se confrontato con le restanti
costruzioni civili della città , rappresentò
in quegli anni, nell’isola, uno dei massimi esempi
di architettura di questo ambito, divenendo così
modello a cui riferirsi per ulteriori realizzazioni edilizie.
Il palazzo ha pianta irregolarmente quadrangolare e si
eleva su tre piani suddivisi da fasce marcapiano sulle
quali si allineano finestre di diversa foggia, scompartite
da lesene. Un cornicione con recinto balaustrato conclude
il coronamento. Tramite il portale principale si entra
nello scenografico androne con volte complesse e scalone
a tenaglia che consente di salire al piano nobile, nel
quale si trovano la cappella a piante circolare ed il
salone delle feste, le cui finestre consentono la vista
al sottostante cortile interno. Un tempo questo cortile
era in realtà un giardino dotato di una fontana
raffigurante un Bacco bambino su una botte che regge in
mano una coppa. Attualmente la statua è esposta
in un salone al primo piano del palazzo. Nella stessa
sala è esposta la tela che rappresenta a figura
intera il regnante Carlo Alberto, nelle vesti settecentesche
dell’Ordine Cavalleresco dell’Annunziata,
eseguito dal pittore G. Marghinotti. Nel palazzo sono
inoltre esposti una serie di quadri che costituiscono
il corpus della collezione comunale. Dai primi del ‘900
il Palazzo Ducale è sede del Municipio.
Piazza
d'Italia - Già agli inizi dell'Ottocento si
cominciò a pianificare
e progettare un ampliamento del tessuto urbano oltre la
cinta muraria, essendo sopraggiunte nuove necessità
che non potevano essere soddisfatte negli ormai saturi
spazi della città vecchia. In seguito alla unificazione
d'Italia si procedette alla costruzione dei palazzi provinciali,
sedi di Prefetture, che sommavano uffici, sale di rappresentanza
e di adunanza all'abitazione del Prefetto.Su progetto
dell'Ingegnere Eugenio Sironi sorse così dal 1872,
nell'arco di quattro anni, il Palazzo della Provincia,
la cui imponente fronte prospetta in un lato della vasta
Piazza d'Italia, ampia un ettaro. Nella Piazza, nuovo
centro della vita politica e commerciale cittadina, campeggia
centralmente, fra quattro palme, il monumento dedicato
a Vittorio Emanuela II, eseguito a fine secolo dallo scultore
G. Sartorio, che coronava di fronte al palazzo il programma
celebrativo risorgimentale. All'interno del Palazzo Provinciale
venne eseguito dal pittore Giuseppe Sciuti, un ciclo di
affreschi che è possibile ammirare all'interno
del salone consiliare. L'opera nel complesso rappresenta
un importante esempio di verismo storico di secondo Ottocento,
che vedeva nello Sciuti uno dei principali esponenti capace
di coniugare eventi storici di retorica risorgimentale
a scene di storia sassarese e provinciale, espressi in
un affresco dalle forti tinte, luci, forme e grandi masse
di figure, organizzate secondo una panoramica che anticipa
lo sguardo filmico del cinema popolare ad evocazione storica. |
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| Piazza d'Italia |
Piazza d'Italia |
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| Palazzo Ducale |
Duomo San Nicola |
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